La nevicata del 1956

La nevicata del 1956. Foto storiche

La celebre nevicata del ‘56, è tornata spesso , in questi giorni , nei discorsi sul maltempo. Una nevicata che ha lasciato una traccia profonda nella memoria di genitori e nonni. Quasi un metro di neve, 20 giorni di freddo glaciale  che misero  in ginocchio l’economia e la “resistenza” delle persone in un’epoca in cui non c’erano le comodità e i mezzi che abbiamo oggi. Dal nostro archivio vi proponiamo alcune foto messe a disposizione tempo fa  dal sig Belviso (Ferroviere).

Il treno a vapore fermo nella stazione di Putignano   è un’immagine “bellissima”, ma le immagini del treno bloccato  e degli spalatori che  aprono un varco nella neve  mostrano quanti disagi, quanta fatica costi la soffice e poetica neve. Appena possibile inseriremo altre foto. Se avete immagini dell’epoca e volete metterle a disposizione, il nostro indirizzo è ilgiornalediputignano@virgilio.it  (Claudio Loliva cell.328.10.41.931)

Dentro il campanile

Viaggio nel campanile di san Pietro. Le altre puntate di Bel Paese  le trovate cliccando sulla categoria Archivio (in alto sotto la testata)

 

Il Campanile di san Pietro dal di dentro, come non l’avete mai visto.

Il campanile di san Pietro è il punto più altro della nostra città . Di qui si dominano i tre colli, ma poche persone son salite su  in cima . Il Giornale di Putignano  si è avventurato  su per le ripide scale fino alla torre  che ospita  le quattro campane che da secoli con il loro suono  scandiscono la nostra vita quotidiana. Il percorso fino alla cima è affascinante: si entra da una porticina a destra dell’ingresso della chiesa e sembra di essere nelle  segrete di un  castello. Ogni 30 gradini c’è una piccola porta in ferro  e poi si continua a salire mentre sulla sinistra sono ben visibili le corde che salgono al cielo a muovere  le campane. .   Si arriva alla torre campanaria aprendo una botola simile a   quella  di un  sommergibile e il colpo d’occhio è bellissimo sui tetti di Putignano    Da qui si gode un panorama  incantevole  anche se dall’alto si notano  piccoli  ripostigli e   verande   realizzate sui tetti  con i materiali più disparati che cozzano con la bellezza delle case antiche.   Al centro della torre campanaria  c’è una scalinata in ferro che porta al punto più alto, da cui nei giorni tersi di tramontana si vede il mare

Le campane della chiesa di san Pietro sono le uniche a Putignano ad essere ancora manovrate a forza di braccia e il loro suono è più pieno e armonico delle “sorelle elettroniche”.

Claudio Loliva

 

 

Le meraviglie di villa Karusio

Visita la splendida  villa Karusio. Un’oasi di verde nel centro cittadino

 

Che ilgiornalediputignano.it sia tutto un altro Web ve lo abbiamo detto. Entriamo  negli angoli più belli e nascosti di Putignano . Cominciamo  da villa Karusio in via Cappuccini nei pressi dell’Ospedale santa Maria degli angeli

 

Un alto muro di cinta dal bel colore rossiccio  nasconde una meraviglia verde di Putignano

Gli eredi Perrone Karusio  qualche anno fa decisero lodevolmente di restaurare il muro e gli infissi rivolgendosi  alle cure dell’architetto Ambrogio Aquilino.

Dall’archivio del professionista putignanese abbiamo pescato alcune tra le più belle foto scattate per il lavoro  preparatorio.  Il muro, alto due metri e mezzo  è tornato al suo splendido colore rosso che  dà nuovo  decoro alla costruzione e  aumenta la  curiosità del passante .  Un grande portone   custodisce  da 130 anni un tesoro di verde,  un bellissimo  giardino segreto, una costruzione e una torre in pietra  che pochi hanno avuto la fortuna di visitare:  il regno di Antonio Karusio nobile putignanese  nato nel 1830.  Un personaggio anticonformista, acceso anticlericale, che partecipò ai moti del 1860 .  Viaggiatore giramondo (presente alla inaugurazione della Tour Eiffel a Parigi ) e  collezionista di arte  (Conservava pergamene con le firme autografe di personaggi come Eleonora DuseMetastasio,  Bismark) . Karusio era un  fervente anticlericale tanto che li suo funerale nel 1902, per sua espressa volontà, si svolse di notte al lume delle lampade, senza la presenza di preti.

Il verde rigoglioso del giardino,   il colore della pietra, le finestre decorate,  le arcate dell’ingresso sono un vero godimento per gli occhi e per lo spirito. Un giardino all’italiana che somiglia ad un angolo di Paradiso  nel centro di in una città  assediata dal cemento e dal traffico dove tutti corrono e si affannano per andare non si sa più dove.

Claudio Loliva

PS Ci spiace rovinare le foto marchiandole con il logo de Il Giornale di Putignano, ma sul Web è l’unico modo per tutelare la paternità dei nostri articoli